Recensioni sull'artista Fabio Colussi


    Lo stile post-impressionista fa si che le sue opere rientrino nei canoni della scuola veneto-tedesca e gli stilemi della pittura triestina del primo '900 si manifestano chiari ed ispirati ai grandi pittori dell'epoca quali Grimani, Flumiani, Barison, Zangrando e Fragiacomo.

    Le sue opere sono collocate, oltre che nelle numerose collezioni private, anche in diversi Istituti di Credito, Enti, Studi professionali in Italia ed all'Estero (Stati Uniti, Germania, Austria, Gran Bretagna, Slovenia, Australia, Dubai).​

    Oltre alle numerose mostre nazionali ha esposto diverse volte all'Estero in Svezia, Spagna, Austria, sempre ampiamente apprezzato dalla critica contemporanea.

    L'Artista è menzionato nel Dizionario degli Artisti di Trieste dell'Isontino Istria e Dalmazia ed è sempre presente come artista permanente c/o la galleria Il Salone D'arte di Via della Zona a Trieste dove alcune sue opere sono sempre visibili.​

    Hanno scritto di lui: Sergio Rossi, Carla Guidoni, Claudio H.Martelli, Silvano Lavora, F.Favretto, Giancarlo Bonomo, Marianna Accerboni, Franco Rosso, Walter Chierighin, Gabriella Pastor, Manlio Gaddi, Laura Vianello.


    "Partendo da una visione quasi neoclassica della città e della natura Colussi ricostruisce con delicata vena poetica l' immagine dei luoghi, raffinando con equilibrio e perizia nel corso del tempo il suo luminoso e vivido linguaggio attraverso un colorismo avvincente e reale, che lascia tuttavia spazio al sogno. Proseguendo in modo del tutto personale l' antica tradizione di pittori e vedutisti quali Barison, Zangrando, Flumiani e Grimani, l' artista è riuscito nel corso del tempo a comporre, nel delineare la veduta, una propria maniera intensa e precisa, ma nel contempo sobria ed essenziale. Che fa vivere il paesaggio soprattutto della luce (diurna o notturna che essa sia), ottenuta attraverso ripetute e raffinate velature e un cromatismo deciso ma morbido."

    MARIANNA ACCERBONI


    "Colussi vive una pittura senza drammi, scevra di angosce esistenziali, il suo paesismo non vuol evidenziare contrasti né umani né naturalistici ì, se si eccettuano le piacevolissime variazioni luministiche ed atmosferiche.

    Non vi sono tempeste impreviste o accidenti meteorologici. Le magnifiche cartoline che dipingono i moli, i palazzi quieti, gli orizzonti riscaldati da soli al crepuscolo, regalano all' animo quei momenti di una pace ritagliata nel frastuono moderno, una sorta di meritata ricreazione dove la mente riposa distante dalla civiltà ingrata e confusa. Sono vibrazioni lente, costanti, che muovono in chi guarda nel senso nostalgico che vive nel silenzio del tempo, quando tutto tace e ogni controverso, problematico pensiero diviene un trascurabile relativo."

    GIANCARLO BONOMO

    "L' incanto quieto della pittura di Fabio Colussi non nasconde segreti, non si cela dietro l' arcano di procedimenti tecnici innovativi, ma fa leva, secondo canoni tradizionali, sulle suggestioni dell' immagine e del colore.

    I suoi paesaggi marini, le sue vedute del porto di Trieste, non mirano, come si potrebbe supporre, al vero, ma hanno l'ambizione di proporre attimi di tempo, trasformati fotogrammi di quella storia infinita che è la vita.

    A tal punto da non dipendere più dal contesto che li ha ispirati per divenire del tutto autosufficienti, senza alcun bisogno di pretesto o giustificazione: pittura di memoria o d' invenzione, idealistico sguardo pieno di poesia che si propone di catturare in modo particolare la luce nei momenti di più eclamante magia."

    CLAUDIO H. MARTELLI

    "Le marine, i tramonti, le sfumature di colori che creano suggestive immagini in tutte le sue produzioni, nascono da una profonda conoscenza della tecnica pittorica unita ad una capacità introspettiva che gli consente di creare un'atmosfera talmente intensa, se pur realistica, da suscitare emozioni profonde. Troviamo magistralmente ricreato nelle sue opere il mare, specchio del cielo, che in ogni istante della giornata si lascia dipingere dalla luce solare e assume così quasi ruolo di sudditanza, creando con il movimento un' interpretazione dei colori e delle ombre riflesse sull' acqua. Così reale da sentire il profumo salmastro, il rumore delle onde o il fruscio di una barca che lo attraversa."

    GABRIELLA PASTOR

    "Fabio Colussi con il suo Vele al tramonto invita il visitatore ad abbandonare gli intellettualismi richiesti da certa pittura contemporanea per affidarsi ad una serena contemplazione della natura. Una scena che sarebbe piaciuta ad Immanuel Kant, che nella sua Estetica pre-romantica celebrava appunto la natura tanto nella sua serenità che nello scatenamento delle sue forze tempestose. La natura, secondo il grande filosofo tedesco, era una delle maggiori, forse la più importante, fonte d'ispirazione dell'artista. Qui la scena è mirabilmente delineata nel suo rosseggiante preludio all'occaso del sole. Nel vasto orizzonte che Colussi delinea in una tela di grande profondità c'è una progressiva scansione dello spazio, dominato, su una superficie senz'onde, da una grande imbarcazione a due alberi, circondata da altre di minori dimensioni.Sullo sfondo un sole occiduo manda gli ultimi raggi di giorno. Un lavoro di notevole tecnica e di coinvolgente capacità attrattiva."

    ALDO MARIA PERO